Non è questa la città che vogliamo!    

5/09/2017

In tre anni, a suon di ordinanze e manganelli, Bologna ha perso realtà sociali, culturali e politiche occupate e autogestite, ha visto sgomberare  le occupazioni abitative, l’irruzione della Celere fin dentro le aule dell’Università, per non parlare delle misure repressive/amministrative (divieto di dimora, fogli di via, sanzioni pecuniarie ecc…) elargite a piene mani a chi osa dissentire e, per non farsi mancare niente, si multano anche i contadini di Campi Aperti (a cui va tutta la nostra solidarietà).

A Bologna si blinda un quartiere intero per difendere iniziative neofasciste e si carica “in modo preventivo” chi volesse dissentire troppo animatamente (il 28 giugno a Làbas). Si militarizza una città intera, con blocco di strade, elicotteri e camion-idranti per una manifestazione pacifica di associazioni ambientaliste (contro il G7 l’11 giugno).

A Bologna oggi dominano le speculazioni, che snaturano il volto della città, delle sue tradizioni e del suo tessuto sociale a favore delle rendite immobiliari. Il centro storico si riempie di costosi ristoranti per turisti, hotel di lusso e negozi di grandi catene; le periferie diventano quartieri-dormitorio senza luoghi aggregativi che non siano i centri commerciali, aree dimenticate che diventano appetibili solo per faraonici progetti commerciali come F.I.CO.

A Bologna la cultura la paghi, e pure cara: da anni è in corso la privatizzazione di musei e biblioteche di quartiere, si elargiscono fondi alle scuole paritarie mentre le scuole statali arrancano.

Amministrazione, Questura e Prefettura hanno lanciato un messaggio chiaro: a Bologna non c’è più spazio per esperienze di mutuo aiuto dal basso, per luoghi di incontro aperti e per tutti, per esperimenti di commercio equo e sostenibile, per il recupero di aree abbandonate senza scopo di lucro, per forme collettive di resistenza.

E invece noi scenderemo in piazza il 9 settembre proprio per rivendicare questo: una Bologna aperta, plurale, accogliente, antifascista.

Riapriamo la città!


COBAS BOLOGNA San Carlo