Ciao Claudio

11 marzo 2018

Oggi ci ha lasciato dopo una faticosa malattia Claudio Troisi, maestro bolognese, amico e compagno di tante battaglie per la giustizia sociale e per una scuola migliore. 
Di Claudio vogliamo ricordare l'ostinata militanza di base condotta giorno per giorno accanto all'amico Dodi nel quartiere Barca per cercare di opporsi alla cosiddetta “razionalizzazione” - in realtà distruzione - dei servizi sociali del quartiere, cercando di arginarne il dilagare, difendendo i diritti di base dei più deboli. Ma vogliamo ricordare soprattutto la più che ventennale militanza nella nostra organizzazione, i Comitati di base della scuola di Bologna e il Centro studi per la Scuola pubblica, anche in questo caso contribuendo a farne crescere il radicamento, la conoscenza e organizzando insieme a noi le iniziative.
Da alcuni anni in pensione, era stato maestro elementare, entrato in ruolo negli anni Settanta portando con sé nella scuola pubblica l'idea della responsabilità politica e sociale di chi faceva questo mestiere. Tra i tanti aneddoti della stagione "epica" della sua esperienza scolastica ci raccontava del suo primo anno da insegnante quando, per prestare servizio insieme ad una collega nelle scuolette di Gaggio Montano, viaggiava ogni giorno in treno fino alla stazione di Porretta e da qui proseguiva fino a scuola con la Fiat 500, lasciata parcheggiata nel parcheggio della stazione. Negli anni seguenti aveva insegnato a Calderara e poi al quartiere Barca, dove risiedeva.
Chi passa alla sede Cobas di via San Carlo 42, sul portone grande tra le scritte dei writers può ancora vedere la targa in legno serigrafato con gli orari di apertura della sede, preparata da Claudio un po' di anni fa: un contributo per risparmiare, ma anche un indizio di abilità manuali maturate in una scuola elementare ancora immune dall'informatizzazione spinta e dall'ossessione dei test e più dedita alla crescita anche delle abilità manuali e dei corpi delle bambine e dei bambini.

Salutiamo commossi il nostro caro amico Claudio e abbracciamo con affetto la compagna Rosalba, la figlia, la nipotina e tutti i parenti e gli amici.