La professoressa marziana di Lloyd Biggle jr. – 1966 by Mercury Press Inc./ 04 ultimo

I quindici membri della commissione occupavano un lato del tavolo lungo e stretto. Erano tutti uomini non più giovani, dall’aria solenne, e alcuni erano chiaramente imbarazzati.

Dall’altro lato del tavolo, a un’estremità c’era la signorina Boltz con accanto Bernard Wallace. Roger Wilbings era seduto all’estremità opposta, e aveva accanto un tecnico dall’aria annoiata, incaricato di registrare la discussione. Un ometto meticoloso, in cui Wallace riconobbe il Sottosegretario alla Pubblica Istruzione, entrò nella sala, conferì brevemente con Wilbings, e uscì di nuovo.

— La maggior parte dei funzionari sono persone oneste — le sussurrò Wallace —e sono bene intenzionati. Su questo possiamo contarci. Purtroppo non sono al corrente dei problemi educativi e non si ricordano più di quando erano giovani anche loro.

Il presidente della commissione, seduto al centro, richiamò l’attenzione dei presenti, e fissò Bernard Wallace.

— Non stiamo facendo un processo — cominciò — ma cerchiamo di stabilire come sono andati in realtà i fatti, in modo che la commissione possa prendere la decisione più opportuna. Non ci proponiamo perciò di affrontare questioni giuridiche.

— E’ un avvocato — sussurrò Wallace — e bravo, anche.

— Cominciate pure, dottor Wilbings — disse il presidente.

Wilbings si alzò. Aveva un occhio pesto, e faticava a sorridere. — La ragione di questo colloquio è dovuta al fatto che Mildred Boltz ha un contratto di tipo 79B, firmato nell’anno 2022. Come ricorderete, il Ministero si richiamò a tali contratti quando...

Il presidente batté sul tavolo. — Va bene, dottor Wilbings. Voi desiderate che la signorina Mildred Boltz venga collocata a riposo d’ufficio per incompetenza professionale. Presentate le prove, e vedremo che cosa ha da dire a sua difesa la signorina Boltz. Non abbiamo l’intenzione di passare l’intero pomeriggio qua dentro.

Wilbings s’inchinò cerimoniosamente. — Sottoporrò dunque alla vostra attenzione quattro indici Trendex di Mildred Boltz, nonché un sondaggio speciale recentemente autorizzato dal ministero.

Le schede fecero il giro dei presenti, e la signorina Boltz si limitò a esaminare il Trendex speciale, di cui non aveva ancora preso visione e che dava un indice: due decimi dell’uno per cento.

— Quattro Trendex danno come indice zero, o un indice così basso da essere considerato come zero disse Wilbings. — Il Trendex 27 costituisce un caso speciale.

Il presidente si protese in avanti. — Ma non è insolito che l’indice di un sondaggio faccia un balzo in avanti così brusco?

— Ho buone ragioni per ritenere che l’indice 27 sia dovuto a frode o a un errore. Devo ammettere, naturalmente, che si tratta di un’opinione strettamente personale, e che non ho prove per sostenere la mia affermazione.

I membri del consiglio ministeriale parlottarono sottovoce tra loro. Il presidente disse, adagio: — Mi è stato assicurato almeno un migliaio di volte che il Trendex è infallibile. Vi spiacerebe dirci su che cosa fondate questa vostra opinione personale?

— Preferirei di no.

— Di conseguenza, non terremo conto di tale opinione.

— D’altronde la questione è irrilevante. Se anche teniamo conto di quel ventisette, la signorina Boltz, su una media di nove settimane, presenta un indice complessivo di poco superiore a cinque.

Bernard Wallace, affondato nella sua poltrona, teneva una mano in tasca, e con l’altra giocherellava con un mazzo di chiavi.

— Non riteniamo che l’indice ventisette sia senza importanza — disse.

Il presidente aggrottò la fronte. — Vi pregherei di aspettare che Wilbings abbia finito di esporre i fatti.

— Volentieri. Che cosa sta aspettando per farlo?

Wilbings arrossì. — E’ inconcepibile che un insegnante esperto abbia un indice medio di zero o di poco superiore allo zero. Inoltre, come ulteriore prova dell’incompetenza della signorina Boltz, desidero informare il ministero che la detta signorina ha fatto venire senza preventiva autorizzazione una classe di dieci studenti in questo stesso palazzo, e ha cercato di svolgere delle lezioni regolari durante l’intera mattinata e parte del pomeriggio.

Il fruscio dei piedi e i mormorii dell’assemblea cessarono a un tratto, e gli occhi di tutti si concentrarono sulla signorina Boltz. Wilbings, prima di continuare, attese che quel silenzio profondo avesse prodotto il suo effetto.

— Non intendo ripetere dinanzi a voi quali possono essere gli effetti deleteri di questo antiquato metodo pedagogico, perché so che tutti ne siete al corrente. Qualora i fatti noti richiedessero una prova ulteriore, posso presentarvi, nella mia stessa persona, dei danni che possono derivare agli allievi da tale forma di educazione. Io, infatti sono stato assalito da uno di quei giovani delinquenti presenti alla lezione di cui sopra. Per fortuna sono riuscito a scoprire in tempo questo pericoloso attentato rivolto contro i nostri giovani, prima che gli effetti di tale insegnamento non autorizzato dal Ministero diventassero irreparabili. L’immediato ritiro dal servizio della professoressa in questione porrà un termine a tali abusi. Ecco, signori, il nostro caso.

Il presidente disse: — Stentiamo a crederlo, signorina Boltz. Vi spiacerebbe spiegarci perché...

Bernard Wallace intervenne: — E’ il nostro turno di parlare?

Il presidente ebbe una breve esitazione, si guardò attorno in cerca di un consiglio, ma, non trovando aiuto, disse: — Parlate pure.

— Una domanda, signori. Quanti fra voi sono stati educati, sia nelle scuole elementari che nelle secondarie, secondo i metodi deleteri di cui ci ha parlato, un momento fa, il dottor Wilbings? Alzate le mani per favore, e rispondete con sincerità. Otto, dieci, undici. Undici su quindici. Grazie. Voi, signori, attribuite il vostro attuale stato di degradazione all’educazione che avete ricevuto allora? — I membri della commissione sorrisero. — E ora, a voi, dottor Wilbings. Voi parlate come se ognuno di noi conoscesse a fondo gli effetti perniciosi dell’insegnamento in classe. Siete forse un’autorità in materia?

— Conosco a fondo tutti gli studi che sono stati condotti in questo campo — rispose Wilbings,—secco.

— Avete esperienza diretta di quel tipo di insegnamento? Avete mai insegnato in quelle particolari condizioni?

— Naturalmente no!

— Dunque, non avete una esperienza diretta. Tutto quello che sapete sui presunti effetti deleteri di quel sistema pedagogico l’avete appreso dagli scritti di qualche teorico inconsistente.

— Avvocato!

— Lasciamo stare. In linea generale la mia affermazione è esatta. Tutto quello che sapete in realtà...

— Sono pronto ad accettare le conclusioni a cui sono giunti in questo campo gli specialisti più autorevoli.

— E questi specialisti autorevoli hanno diretta esperienza dell’insegnamento in classe?

— Se sono specialisti...

Wallace batté sul tavolo. —Non divaghiamo — scattò. —Il problema è se quegli specialisti conoscono per esperienza diretta l’argomento che trattano. Allora?

— Non saprei dire con precisione su quali basi fondino le loro conclusioni.

— Se vi porto qui in aula un’autorità in materia, con anni di esperienza effettiva e di studio sul metodo di insegnamento in classe, siete disposto ad accettare le conclusioni di tale studioso per quanto riguarda l’effetto del metodo in questione?

— Sono sempre stato disposto a tenere nella giusta considerazione l’opera di uno studioso autorevole — disse Wilbings.

— E voi, signori?

- Non siamo competenti in campo pedagogico — rispose il presidente della commissione — e di conseguenza ci rifacciamo al parere degli esperti.

— Benissimo. Allora vi presenterò la signorina Mildred Boltz, che con i suoi venticinque anni di esperienza su Marte deve indubbiamente essere considerata tra le persone più autorevoli per quanto riguarda l’insegnamento in classe. Signorina Boltz, l’insegnamento a gruppi ha mai avuto effetti deleteri sui suoi allievi?

— Assolutamente no —disse la signorina Boltz. — In venticinque anni di insegnamento non ricordo neppure un solo caso in cui l’insegnamento in classe non sia stato benefico per l’allievo. D’altra parte, l’insegnamento alla TV...

S’interruppe, perché Wallace le aveva dato una violenta gomitata.

— Questo può bastare, per quanto riguarda l’ultima parte delle affermazioni del dottor Wilhings — disse Wallace. — La signorina Boltz è un’esperta nel campo dell’insegnamento diretto. Nessuno di noi, presenti in questa sede, è in grado di mettere in discussione il suo giudizio su tale argomento. Se la signorina ha riunito dieci allievi, evidentemente sapeva che cosa faceva. Ritengo personalmente che sia un bene che il Ministero annoveri tra il suo personale un’esperta di insegnamento diretto. Il dottor Wilbings non è del mio parere, ma voi, signori della commissione, forse desiderereste approfondire questo punto. E ora passiamo a quell’assurdità che è il Trendex.

Wilbings disse, freddo: —I Trendex non sono assurdità.

— Forse potrei dimostrarvi il contrario, ma non ho voglia di perdere tempo. Secondo voi, dunque, l’indice Trendex 27 è dovuto a frode o a errore. Come sapete che gli altri Trendex non sono frutto di inganno o di errori? Prendiamo quest’ultimo Trendex, quello speciale. Come fate a sapere che l’indice risponde a verità?

— Poiché siete entrato in argomento — disse Wilbings — dirò che la signorina Boltz è amica di uno dei tecnici addetto ai Trendex, che è quindi in grado di variare a suo piacere gli indici. Questo signore sapeva che la signorina Boltz stava per essere licenziata, e di colpo, e solo per una volta, l’indice è salito a un buon livello. Le circostanze parlano da sole.

— Per quale motivo, invece, siete tanto sicuro che l’ultimo sondaggio sia assolutamente privo di errori?

— Perché ho chiamato un tecnico di mia fiducia che ha eseguito personalmente il sondaggio.

— Ah, ecco che ci siamo —disse Wallace con disprezzo. – Wilbings vuole a tutti i costi che la signorina Boltz sia licenziata. Ma non ha la certezza assoluta che il Trendex normale eseguito dai tecnici del Ministero dia i risultati da lui sperati, e quindi chiama un tecnico suo amico, uno sul quale può contare, perché gli fornisca gli indici che rispondano ai suoi desideri. Ora, se un comportamento del genere non fa nascere il sospetto che siano in gioco la malafede e l’errore...

I vetri alle finestre tremarono in seguito alla reazione di Wibings. Il funzionario scattò in piedi urlando. Il presidente batté sul tavolo per riportare un po’ d’ordine. I membri della commissione presero a discutere animatamente fra loro.

— Signori della commissione — disse Wallace quando, finalmente, riuscì a farsi sentire. — Io non sono un’autorità in fatto di Trendex ma vi posso assicurare che questi cinque sondaggi, e le circostanze in cui sono stati eseguiti, non ci aiuteranno certo a mettere in chiaro la situazione. A mio parere, c’è un sistema migliore per scoprire la verità. In questo momento, secondo me, nessuno di noi sa con certezza se la signorina Boltz sia o no competente in materia. Vediamo quindi di accertarcene, ricorrendo naturalmente a un altro Trendex, ma stavolta eseguiamo i sondaggi su tutti gli allievi della signorina Boltz. Non posso promettere niente, ma se i risultati di tale sondaggio confermeranno quelli dei precedenti Trendex, allora sono disposto a consigliare alla signorina Boltz di dare immediatamente le dimissioni dall’incarico.

— La proposta mi pare sensata e ragionevole — disse il presidente. — Dottor Wilbings, fate venire Pargrin, e vediamo se la cosa è fattibile.

La signorina Boltz si abbandonò contro lo schienale della poltrona, fissando tristemente il piano del tavolo. Si sentiva avvilita. Il sondaggio suggerito da Wallace avrebbe sicuramente confermato i Trendex precedenti, togliendole ogni possibilità di difesa.

Finalmente Pargrin entrò in sala, evitando di guardare dalla sua parte. — La cosa è possibile — disse, quando il presidente gli ebbe spiegato di che si trattava. — Bisognerà buttare all’aria tutto lo schedario, e il prossimo Trendex uscirà con ritardo, ma se è importante lo faremo senz’altro. Per domani, va bene?

— Va bene, domani, per voi, dottor Wilbings? — chiese il presidente.

— Quando si tratta della signorina Boltz. non mi fido dei sondaggi fatti dai tecnici dell’ufficio.

Pargrin inarcò le sopracciglia: — Non so che cosa vogliate insinuare, ma se avete dei dubbi, mandate un tecnico di fiducia che collabori con i nostri. Dato il lavoro extra di cui dovranno sobbarcarsi, i miei ragazzi saranno certo soddisfatti.

— Siete d’accordo, dottor Wilbings?

Wilbings accennò di sì. —Perfettamente d’accordo.

— Benissimo. La lezione della signorina Boltz finisce alle undici e un quarto. Si possono avere i risultati già per le undici e mezzo? D’accordo, allora. La commissione si riunirà domani alle undici e mezzo per decidere in merito alla questione.

La riunione si sciolse, Bernard Wallace batté sulla spalla della signorina Boltz, sussurrandole in un orecchio: —Non preoccupatevi di niente. Fate solo una bella lezione, domani.

La signorina Boltz ritornò in classe, dove, per il momento, la sostituiva Lyle Stewart.

— Com’è andata? — le chiese Stewart.

— Non è ancora finita —disse lei — ma temo che non ci siano molte speranze. Domani, forse, sarà l’ultimo giorno di lezione, quindi vediamo di fare oggi il più possibile.


La lezione alla TV, di mercoledì mattina, fu certo una delle più brillanti della signorina Boltz. Gli allievi risposero con slancio, e mentre li osservava, lei pensava con tristezza agli innumerevoli allievi che andavano perduti, seguendo le inutili lezioni tenute alla TV da giocolieri o da ragazze in bikini. La spia rossa si spense, e Lyle Stewart entrò nello studio. — È andata molto bene — disse.

— Siete stati bravissimi —disse la signorina Boltz alla sua classe.

Sharon, l’allieva cieca, disse con voce venata di pianto: — Ci direte come sono andate le cose, vero?

— Non appena lo saprò —promise la signorina Boltz, sforzandosi di sorridere, e uscì in fretta dallo studio.

Mentre percorreva a passo svelto il corridoio, una figura magra, alta e pallida, le venne incontro. — Randy! — esclamò lei. — Che cosa fai qui?

— Mi spiace tanto, signorina Boltz. Sono davvero spiacente, e non lo farò mai più. Posso tornare in classe con gli altri?

— Sarei ben contenta di averti, ma temo che ormai non ci sarà più lezione.

Randy parve sbalordito. —Non ci sarà più lezione?

Lei scrollò la testa. — Temo proprio che sarò licenziata, bocciata, come dite voi ragazzi.

Lui strinse i pugni, mentre le lacrime gli scendevano giù per le guance. La signorina Boltz cercò di consolarlo, e solo dopo un momento si rese conto del perché il ragazzo piangeva. — Randy! — disse allora. — Non è colpa tua se sarò licenziata. Tu non c’entri assolutamente.

— Ma noi non permetteremo che vi mandino via —singhiozzò il ragazzo. — Non lo permetteremo.

— Bisogna obbedire alle leggi, caro Randy.

— Ma loro non vi licenzieranno. — La faccia di Randy s’illuminò. — Siete la migliore insegnante che io abbia mai avuto. Io so che loro non vi manderanno via. Posso tornare in classe?

— Se domani ci sarà lezione, vieni pure, Randy. Ma adesso devo andare, altrimenti arriverò in ritardo.

Era già in ritardo quando finalmente arrivò a pianterreno. Fece di corsa tutto il corridoio fino alla sala dov’era riunita la commissione, e si fermò dinanzi alla porta chiusa. Il suo orologio segnava mezzogiorno meno un quarto.

Bussò timidamente, ma non ci fu risposta.

Bussò ancora, e alla fine apri la porta.

La stanza era vuota. Dentro non c’era nessuno, né i membri della commissione, né i tecnici, né Wilbings e nemmeno Wallace. Dunque era tutto finito, e loro non si erano neanche fermati per comunicarle l’esito.

Si asciugò gli occhi con la manica. « Coraggio » si disse, mentre si allontanava.

Mentre si dirigeva verso il corridoio, fu raggiunta da Bernard Wallace. L’avvocato era tutto sorridente. — Mi stavo chiedendo che cosa vi avesse trattenuta — disse. —Ero andato a cercarvi. Avete sentito la notizia?

Lei scrollò la testa. — Non so niente.

— Il vostro Trendex è 99,2. Wilbings, quando l’ha visto, per poco non ha sfondato il soffitto, col salto che ha fatto. Avrebbe voluto gridare: «È falso! ». Ma non ha osato, perché il Trendex era stato fatto alla presenza del suo tecnico. La commissione, dopo aver dato un’occhiata al sondaggio, ha dichiarato chiuso il caso. Credo che se non avessero avuto tanta fretta, avrebbero addirittura fatto fuori Wilbings.

La signorina Boltz rimase senza fiato, e dovette appoggiarsi al muro. — Non è possibile!

— Ma è così. Abbiamo combinato tutto Jim e io. Abbiamo controllato uno per uno i nomi dei vostri allievi e abbiamo mandato a ognuno questa lettera: «Mercoledì ci sarà una lezione speciale, interessantissima. Non perdetela ». E infatti, pochissimi sono mancati all’appuntamento. Wilbings si è messo nelle nostre mani e noi l’abbiamo servito a dovere.

— No — disse la signorina Boltz scrollando la testa, con un sospiro. — È inutile fingere. Vi sono molto riconoscente, ma sono sicura che, al prossimo Trendex, Wilbings ricomincerà da capo.

— Ammetto che si è trattato di un artifizio — disse Wallace — ma spero che gli effetti siano duraturi. La generazione giovane non ha mai conosciuto l’insegnamento diretto, com’è quello che tenete voi. Il primo giorno avete parlato di Marte, delle scuole di lassù, e li avete affascinati, risvegliando la loro attenzione. Jim me ne ha parlato, e allora abbiamo deciso che, trasmettendo per TV le lezioni della vostra classe, avremmo suscitato l’interesse degli allievi. Wilbings ha prelevato il Trendex speciale prima che cominciaste le vostre lezioni con la classe, ma dopo di allora Jim e io abbiamo seguito, giorno per giorno, il vostro indice, e ci siamo accorti che stava salendo. Ieri era già al di sopra del dieci, e ora che tutti i vostri allievi sanno di che si tratta penso che farà un notevole balzo in avanti, per poi rimanere costante. Dunque, niente preoccupazioni. Contenta?

— Molto contenta, e molto riconoscente.

— Ancora una cosa. Il presidente della commissione avrebbe piacere d’intrattenersi con voi a proposito delle vostre lezioni. Ieri sera sono stato a cena con lui, e gliene ho accennato. Ritengo che nutra qualche dubbio a proposito dei metodi della Scuola Nuova. Non riusciremo, naturalmente, a eliminare dall’oggi al domani la scuola per TV, ma, per lo meno, si può incominciare a fare qualche cosa. Adesso devo andare, ma mi terrò in contatto con voi.

Si allontanò, giocherellando come al solito con le chiavi.

Lei si voltò, e vide Jim Pargrin che le veniva incontro.

Gli afferrò una mano, e gliela strinse. — Grazie. Devo tutto a voi.

— Non dovete niente a nessuno tranne che a voi stessa. Sono andato a informare la vostra classe. Stanno festeggiando l’avvenimento.

— Santo cielo, speriamo che non rompano niente!

La signorina Boltz si diresse di corsa verso il suo ufficio, per arrivare in tempo a prendere parte alla gioia dei suoi allievi. Mentre correva notò che la porta del suo ufficio era socchiusa, e che qualcuno faceva capolino. A un tratto una figura svelta spalancò l’uscio e schizzò via. Era Randy Stump.

Lei si fermò di botto. «Randy!» mormorò tra sé.

Ma che cosa era andato a fare il ragazzo nel suo ufficio? In quella stanza non c’era niente, tranne qualche quaderno, gli appunti e… la sua borsa! Aveva lasciato la borsetta sul tavolo.

«Randy!» ripeté la signorina Boltz, quindi aprì la porta e guardò dentro. E a un tratto scoppiò a ridere e insieme a piangere, e mentre si appoggiava alla porta, esclamò: — Ma come mi era venuta un’idea del genere?

La borsetta era sempre sul tavolo, e posata accanto c’era una mela enorme che luccicava debolmente nella penombra.

- fine